Domenica mattina
Così, d'improvviso, così esotica
ogni tanto entri prepotente nelle nostre vite
come monito tonante, riesci a fermarci tutti.
Entri, padrona di te stessa
con la pretesa d'insegnarci qualcosa.
Io non ti temo,
io voglio vederti maestra di vita.
Voglio vedere con i tuoi occhi
alle domeniche piovose d'autunno
quando parto al mattino e non incontro nessuno per strada,
le guarderò con te,
per ascoltare le celate felicità.
E sentirò il gioioso vociare di una tavolata d'oamici,
Le calde fusa del gatto che dorme ai piedi del mio amore,
Il crepitio del fuoco nelle stufe, che scaldano le cucine per le colazioni,
Le famiglie che si preparano per la messa,
Il latte che bolle nei pentolini.
Guarderò a tutto questo con gioia tramiti i tuoi occhi,
per cogliere in ogni attimo la serenità dell'ingenua purezza che sepre fugge i nostri sguardi.
Tirerò su il bavero del cappotto, aprirò l'ombrello e m'incamminerò felice, sapendo comunque di non aver perso nulla.
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