Il mozzo

Dico addio a me stesso,
ed approdo esiliandomi,
ubriaco come un mozzo ammutinato,
in un porto felice d'esser nulla,
il nulla che amo sentire,
dopo esser venuto,
fra le insenature carsiche,
delle isole terracquee natie.
Voglio invecchiare di bugie e vogate
fino allo strazio del bene,
fino al trionfo dolore,
sulle mie stesse pene.
Ed infine voglio diventare uno scoglio,
di quelli maledetti,
che per secoli trascinano,
uomini e non,
in un naufragio di ultimi sogni
e primi vagiti.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!