Io tra gli anagrammi
Lena Orfeo
295 poesie pubblicate
+ Segui
Credevo sarebbe stato tutto intatto
e invece no,
ho scoperto con leggerezza
quanto ogni bottiglia sia fragile,
quanto il vetro imprendibile.
Me ne son fatta una ragione,
questione di prospettive,
di appannaggio, di coraggio.
Questione d'imbrogli,
(ancora nessuno me la racconta giusta).
La vita tra i rebus,
io tra gli anagrammi,
il vento che m'insegna
quanto il disordine ci contraddica,
quanto a nulla serva esser meticolosi.
Questione di centimetri,
d'ingegno a tratti,
di sopravvivenza,
di vita che credi di saper domare,
di ciò che improvvisi senza sapere.
Dell'infilare la marcia,
dell'andare in un posto che implori.
Non si addice all'uomo che sei,
nè tu sei l'uomo che credi di sapere.
Svegliarsi domani e non sapere dove,
guardarsi oggi e ritrovarsi altrove.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Lena Orfeo
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi18 gennaio 2013
Da una prospettiva interessante l'occhio della poetessa coglie gli aspetti della vita ma ancor più dell'esistenziale il tutto avvolto e sciorinato con proprietà poetica.
Sara Acireale19 gennaio 2013
Credere che tutto sia intatto, perfetto, in ordine e poi ritrovarsi con il vetro in frantumi, tra anagrammi indecifrabili e rebus che non si riescono a risolvere... e non serve a nulla essere meticolosi, non serve a nulla quando attorno c'è qualcosa di non risolto, che lascia perplessi... Un poetare originale e particolare questo della Poetessa... Poesia piaciuta...


