Politis lachrimys
Distratta si perde fra la neve la riva del fiume
d'arancio liquido l'alba irrora le cime
m'ingloba
un fitta lancinante di bellezza nel nuovo del suo grembo
mi fa embrione intrappolando
le vene con preciso salto che al vecchio
s'oppone
il nero fardello dei corvi
dall'alto in calata
sempre mi sorprende
ammutolita estasiata.
Sembra distorcersi succedendosi l'aculeo nascosto
di un giorno come un altro
porta notizia dell'anno che verrà.
Generali dell'aria combattono scrollano
dai candidi racemi nelle abetaie sogni chiusi
in uno stelo di ferro per condurli alle talpe che
vivono cieche in cunicoli sottoterra
di un giardino pensile di rose canteranno
in Babilonia
ah, gli oracoli di Tiresia ora uomo
ora donna!
il flagello eterno della gente in movimento, monaci
dalla veste rossa e arancio incolonnati nell'indifferenza
dei Profeti e
dal sangue di Behnazir che si coagula sul velo
bianco
mattoni oscuri il tempo assomma si sgretoleranno
a lasciar passare quella farfalla
dal foro di fumo degli anni che verranno
e noi
che restiamo saremo
la storia
chicchi di sabbia e di grano.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
