Fuga
Il mondo corre ancora ...
La mia giornata sta invece per scemare
nella neve che cade in larghe falde,
cappelli in panno e scarpe pesanti.
Un beone beve, mischiando rossi e bianchi
come un migrare strano d'uccelli, schiamazza,
e immagina il marciare di fanti
con andatura lieve, nel tempo tiranno.
Io senza affanno, gli arti stanchi,
m'appoggio alle calde lamiere d'una stufa,
fuggendo la ragione, e la realtà cruda;
non che m'illuda, nella bieca ruota
del sogno senza scarti:
d'una ragazza nuda che un liquore assaggia,
di una spiaggia, d'alcol a poco prezzo,
d'una vuota esistenza.
©
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