Sonetto quarto
Lunabionda Valentina Di Caro
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Coperti i tetti e bianche anche le cime
mi colse un forte istinto di astenia
e come cera appesa alla bugia
attesi quel calor che tutto esprime.
La nostalgia no, non mi deprime
né sono amante della compagnia,
ma sento forze e sogni andare via
e un rompighiaccio in petto che mi opprime.
Son sempreverdi i boschi sulle alture,
son sempre vivi i ceppi nei camini,
irti gli aghi, sotto iarde di neve
sol’io mi piego in recite passive
sul ciglio del sentier coi ciclamini
laddove fra i color giace chi muore.
©
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Commenti (1)
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G
Giulia Calia22 gennaio 2013
mi è piaciuta, moderna e antica al tempo stesso. Rara.
