Delizioso richiamo
Per la solita stradina adiacente il fiume,
da anni ogni mattina, se ne giova l’acume.
In solitaria attesa la consunta panchina.
Par che sia centenaria, mi fa pena poverina.
Ormai consuetudine,
mi siedo ad ammirare,
e nello scorrere del fiume
i pensieri lascio andare.
Fantasticando penso ad Isabelle.
Chioma corvina a coprir le spalle.
Agli occhi suoi, verdi e intensi,
e un sorriso che risveglia i sensi.
Lavora in un chiosco, lì nello spiazzo.
Acqua, vini, bevande in varietà.
Tavoli dentro, all’aperto un bel terrazzo,
e lei operosa, piena di vitalità.
Di variopinti fiori intero guarnito,
ma lei è la più bella, e io ne son rapito.
Dolce fragranza, essenza deliziosa,
giovane donna forte e vigorosa.
Dalle sue labbra melodie intonate.
Dagli occhi suoi dardi infuocati.
A corteggiarla ci provano in tanti,
ma lei con garbo, tutti tiene distanti.
Anche per me le cose non cambiano.
E con un sorriso che le illumina il viso,
mi dice gentilmente, io son legata,
il ragazzo ce l’ho, e ne sono innamorata.
Non è che lei mi è del tutto indifferente.
Ma le cose son così e non posso farci niente.
So bene che non viene per il calice di vino,
noto come mi esplora, dal suo tavolino.
Ma io a guardar lei ancor vado ogni mattino.
La osservo muoversi, nel corpo suo felino.
La mente mia vagheggia e la vedo a me vicino.
Mentre ancor sorseggio, il mio bicchier di vino.
©
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