Meglio un cane
Mi infervoro
anche se cari miei
vorrei dire altro
che poi fervore
non ti da mica l'idea.
Di come anziché stringere i pugni
contrai le mascelle
e tutto il sangue ti pulsa
e non sai più dove va a finire.
L'indemoniarsi
rilancia quella concezione di rabbia.
Perché sai lettore
un giorno
mi hanno travestita da cretina
e mi hanno lasciata come un cane
abbandonata alla fermata della vita
mi hanno detto:
dai, tu ce la fai
sei intelligente
e sensibile
sei saggia
e amabile
mi hanno lasciato un cartello nei fianchi
e ci han scritto:
qui non c'è spina che tiene.
Come se un'anima immensa
potesse sconfiggere l'idiozia umana.
E sono rimasta là
ancora oggi sono là
mi vedete
ho gli occhi di pezza
e il cuore fluorescente.
Sono là
e ogni tanto
un cane si avvicina
e sono sicura:
si sente meno solo.
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Commenti (2)
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Anonimo Segreto23 gennaio 2013
Molto toccante e commovente, un velo di rabbia condito con tanta delicatezza. Tante buone cose, complimenti.
Francesco Rossi24 gennaio 2013
Una ribellione contro i luoghi comuni della solidarietà e dell'amicizia.

