Guardando la Tempesta
Azar Rudif
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son troppe l'antiche storie
che s'affollano nei venti
e si mostrano a menti
dominio d'eretiche teorie.
Son preda dei venti,
vascelli drogati ed ebbri
in compagnia s'avventurano
ove solo follia sopravvive
su mari frustati da tempesta.
E' un artiglio sanguinario
feroce a ghermir vista
ch'osa affondarsi nel mistero
oltre spigolo del mondo
ove conoscenza investe
ignaro viandante preda
d'improvvisa luce e predatore.
Da una segreta curva
al fianco della collina
ove nessuno m'arriva
ammiro lo scatenarsi
di tempestoso spirito
che rimira neri nugoli
a resuscitare antichi eroi
d'epiche gesta e munifiche opere
obliati nello scorrere del tempo
e dal viver d'operoso volgo.
Ma ogni cosa si trascina
nel vorticoso turbine
preda e dominio
d'ammirata tempesta
a correr di nuvole ove
indifferente luna s'affaccia
a spuntar su prato di stelle
che troppo lontane
di nulla si curano,
or mai.
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L'autore
Azar Rudif
Commenti (1)
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Gentiana Marika24 gennaio 2013
questa poesia è un tuffo meraviglioso in suggestive immagini di antiche ere riportando fino a noi l'incantesimo di quegli spiriti eroici attraverso la bellezza e la magia del temporale. Una visione profonda e fantasiosa che colora di fascino la realtà... fino alla quiete che vede una meravigliosa luna in mezzo alle stelle. Molto apprezzata, complimenti

