Orrore
Il grido si levava già verso il cielo
quando nessuno vedeva,
nessuno sentiva.
Orrore!
Criminali e complicici silenti.
Povero fumo nel freddo,
Strazio senza fine,
senza tempo,
senza giustizia,
danzarono ancora ...
dopo, ancora...
i mostri lavati dal sangue.
E le memorie tacquero
tacquero, seppero il silenzio.
Le bocche si cucirono.
Il silenzio assassino
aveva colpito ancora.
No, non tutti furono puniti,
molti, moltissimi graziati
riciclati nei libri di un'altra storia,
la storia delle complicità con gli aguzzini.
Mostri anch'essi ugualmente, totalmente.
Il pianto non serve,
no, non serve, come le parole di circostanza,
è la rabbia che deve vibrare,
è la memoria che deve parlare
sempre, senza tregua, sempre,
la memoria non deve morire.
Signori, i massacri non sono pagine transitorie,
non cambiano il loro colore.
Tragedie indicibili!
Non lacrime, ma memoria,
memoria di sangue incisa.
Non si fermò neanche davantia a quell''orrore
la macchina della morte,
altri luoghi, altri morti, morti ancora di silenzio.
Gridiamo con forza con rabbia,
sia roccia la volontà.
Mai più,mai più,
ma davvero,
niente farse, stanchi, siamo stanchi!
Basta beffe, basta bugie!
Pietà per quel fumo lontano
perso nel freddo.
Gridiamo la memoriaa
e stiamo desti
prima che il sonno ci colga
davanti allasacra fiaccola accesa
©
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (1)
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Francesco Rossi28 gennaio 2013
Composizione poetica che lascia al lettore il modo di riflettere sulle brutture orrende che menti perverse hanno inflitto as altri esseri umani in una violenza gratuita, diabolica senza dubbio. La chiusa della poesia un monito da recepire.
