Non sono capace

Non sono capace
di masticare
il tuo rosa shocking,
lo sfoggi con un sorriso
che non mi apparteneva neanche da bambino,
l’ho seppellito insieme alle primavere
sotto il sentiero dei pioppi al vespro
che ghermì l’alba e il meriggio
lasciandomi la cinica ombra del faggio,
mi da la nausea ogni emozione
che non sia stata impiccata dalla vita,
o derisa da ogni equazione matematica
servita e vomitata su un maledetto tappeto
rosa shocking.
©
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L'autore
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Ho iniziato a scrivere per cercare di capirmi, ho continuato per cercare di farmi capire. Alcune cose le sai solo dopo molto tempo e quando le afferri ti stupiscono. Ora capisco perché molte mie poesie hanno la forma di un dialogo, a volte con me stesso altre con chi mi è rimasto dentro, credo di scriverle perché mi
Commenti (1)
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Francesca Sulas29 gennaio 2013
Molto particolare, nel complesso intensa se letta fra le righe, una poesia introspettiva ma al contempo evince la ribellione verso il superfluo e l'effimero dell'apparenza di un mondo rosa che cela ben altri colori...
