Mi senti?
Gianpiero De Tomi
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Mi senti?
Ho accarezzato la tua voce
per ore
rosmarino profumato
pelle bagnata.
Lascia stare
oggi non senti, non senti
lingue differenti, universi paralleli
il sole mi ha bruciato
la pelle arrossata.
Mi senti?
la mia pelle sofferente
della tua attesa
salsedine ad ogni ora
piatto unico
da servire freddo
durante la solitudine
corda tesa
freccia incoccata
un punto all'orizzonte.
Poi di corsa senza fermasi
indietro è come piangere
e forse le impronte
formano un sentiero.
Mi senti?
Io che seguo quel sentiero
anche se mi condurrà
sempre alla fine
del ponte di parole
mai concluso
- lavori in corso - per sempre
fra noi
un letargico obliquo spartito
troppe crome, senza accompagnamento
non riusciamo a seguire
il tempo si perde
fra monosillabi
ed un allegro malinconico
il pentagramma è perduto
per distrazione.
C'è sempre un giorno
che mi ricorda altri giorni
che mi consuma.
Mi senti?
Sono ancora al palo
fissando una parodia
del nostro ritmo
senza bugie
e senza verità.
©
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Gianpiero De Tomi
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