Sposa al mare
Un carico di balconi bianchi opulenti deposti su petali di rosa
sorride dai palazzi serrati fitti di prolungamenti astratti
dal mare pressati
arretrano di secoli avanzati d'acque fluttuanti allo scoperto.
Onde a onde. Onde. Onde.
Sconfitte, sul Canal Grande.
Gelida si fa la culla preziosa perché nessuno sfiori la sposa.
Nel gesto dei rintocchi folleggianti, dal campanile snello
l'angelo - spiegate l'ali finte- discende.
Soffocata da pizzi di nebbia la cupola del Redentore
-mongolfiera sgonfia- geme di gas nella grande piazza
circondata dai lampioni che emettono dorate luci
di circostanza.
Un finale di cuori salmastri
scricchiola la lontanaza
nei recessi d'aria spalancati alla penombra
perché nessuno tocchi quella sposa bianca
anche se il carnevale di colori intatti
volteggia inarrestabile
danza.
©
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
Commenti (1)
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Nino Vicidomini30 gennaio 2013
Si percepisce l'amaro che il poeta avverte in una circostanza frenetica occasionale. Forse un ripudio a tanto caos. Belle le immagini e l'atmosfera creata.

