Due pomeridiane
Toccando gli angoli del letto
comodo su una croce
nessuno sembra venerare
i tuoi pensieri scoperti
sfrigolanti vene e l'orrore
di non averne il controllo,
alienante prurito
solitudine sudata
magari non busseranno
burocrazia e legge
astemi guastafeste
varco dimensionale
nelle relazioni di marmo
s'aprirà per svelare
incesti tra mare
e cielo
epifanie dall'iperuranio,
ladro senza dita sarei
al giusto manifestarsi
di stelle fottute
nella mia stanza di bambino,
o forse
storpierebbe il godimento
l'assenza di empatia
invidia del mal di stomaco
sorriso sul piedistallo,
ho finito il sangue
per firmare quel tuo
contratto, morte,
piange il campanello
gong sull'introspezione
rimando me stesso
indietro nel mondo...
©
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