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Sociale 1 febbraio 2013 · lettura 2 min · 2558 letture

Il cielo è sempre più blu

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Luigi Pizzuti 45 poesie pubblicate
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I patrizi, elevano prestigiosi fabbricati con muri di fine rena che il suolo tremante sbriciola. Erigono incuranti muraglie, lungo torrenti e fiumi, incendiano boschi, trascurano barriere e protezione, in attesa dell’onda, quella perfetta che il disprezzo del cielo rovescia. In seguito, imprecano al cielo per le devastazioni, sorridono, sghignazzano e si sfregano le mani. Atterriscono i deboli con la fobia dei virus, a milioni immunizzano per appianare il bilancio. Raccattano immondizia per innalzare montagne, nascondere, sotterrare, diffondere per le strade il fetore, infine incendiano ed indirizzano al cielo segnali di diossina che il circondario respira. Meschini abietti pretendono miliardi per nuove e più funzionali centrali nucleari, fonte di immensa discutibile energia. All'interno di bidoni racchiudono scorie, ricercano siti per occultare o inabissare. Trivellano fondali e sognano petrolio, lucrano per il solo profitto, inquinano e ai posteri devolvono. Sommergono il lavoro, avvelenano, schiavizzano, uccidono, addolorano. Fanno promesse, comprano voti e vengono eletti in seguito giacciono distesi sui letti. Cercano la fede e trovano agonia, seguono il culto devoto e sincero ma la diritta via, vedono smarrita, allungano donazioni alla fine del mondo, ergono cattedrali nei distesi deserti. Infine a gran voce, tutti insieme a mani tese, esigono sonante moneta mentre la plebe trascurata ed inerme, elemosina disperazione. La plebe, lavora e risparmia una vita si reca in farmacia con la ricetta fra le dita e sceglie generico per una speranza pulita. Reclama da sempre dignità nel lavoro ma precari, frustrati e disgustati restano, invoca un mutuo con innocenza che l'assenza garante cancella, affida il danaro ai fondi pensione si ritrova a misurare l’alta pressione, cambia banca perché derubati felici e contenti si scoprono spogliati. Ora, la plebe trascurata ed inerme, con voce fioca ha le braccia in su a rendere grazia al cielo sempre più blu.
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Una “buona democrazia” è fondata sul “rispetto” e “salvaguardia” dell’individuo, quando ciò viene meno, essa è “cattiva democrazia”, comunque è sempre meglio una cattiva democrazia che una buona dittatura. Questo perché la dittatura non ha mai avuto inizio dopo una buona democrazia.

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Luigi Pizzuti
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