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Riflessioni 6 febbraio 2013 · lettura 1 min · 908 letture

Ogni volta che nacqui

Turan 989 poesie pubblicate
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In ogni vita che ho vissuto nacqui spoglio di ciò che fui con la bocca incompiuta con lacrime asciutte e una bussola con aghi di spine per migrarmi dentro il tempo mi regalò la rivelazione dell’essere ma scarnificò le radici dell’essenza lasciandomi solo una cute secca e lo stupore del silenzio in ogni vita che ho vissuto ho agognato le labbra di ogni respiro perso ho celato il rimpianto di non essere annegato nel sogno mio più bello l’ho fatto tremando sottovento in quella breve sosta tra un mio io e quello venuto dopo.
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Commenti (1)

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nemesiel7 febbraio 2013

Quelle vite che si susseguono in infiniti "io", che rinascono dimentichi di ciò che sono stati in precedenza, sono il percorso intimo dell'autore, la ricerca di se stesso o forse del senso dell'esistenza. Non tutti rinascono dopo ogni visssuto significativo, doloroso o non che sia; quell'essenza scarnificata testimonia non negatività ma la capacità di essere arrivati, invece, al suo significato, a ciò che conta, all'essenziale appunto.