Ogni volta che nacqui

In ogni vita che ho vissuto
nacqui spoglio di ciò che fui
con la bocca incompiuta
con lacrime asciutte
e una bussola con aghi di spine
per migrarmi dentro
il tempo mi regalò la rivelazione dell’essere
ma scarnificò le radici dell’essenza
lasciandomi solo una cute secca
e lo stupore del silenzio
in ogni vita che ho vissuto
ho agognato le labbra
di ogni respiro perso
ho celato il rimpianto
di non essere annegato
nel sogno mio più bello
l’ho fatto tremando
sottovento
in quella breve sosta
tra un mio io
e quello venuto dopo.
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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nemesiel7 febbraio 2013
Quelle vite che si susseguono in infiniti "io", che rinascono dimentichi di ciò che sono stati in precedenza, sono il percorso intimo dell'autore, la ricerca di se stesso o forse del senso dell'esistenza. Non tutti rinascono dopo ogni visssuto significativo, doloroso o non che sia; quell'essenza scarnificata testimonia non negatività ma la capacità di essere arrivati, invece, al suo significato, a ciò che conta, all'essenziale appunto.

