Cecità
Sera, di velluto
avvolta nelle spire del freddo
nel buio, umido, senza stelle.
Sera di canzoni meste
sul bordo dei marciapiedi,
negli angoli che Dio chiama ripari,
fuori dalle chiese, fuori;
perché non é ora di preghiera.
Il culto é finito,
i ceri sono spenti,
il popolo consolato
è già rientrato .
Tutto è finito,
l portoni sprangati.
Domani è domenica,
c'è messa.
Forse ora cantano gli angeli
dietro le nuvole
che nascondono le stelle,
La sera è di velluto
fredda e amara.
Quelli che questa barbarie compiaciuta
chiama SENZA TETTO,
così,come se fosse normale
Una categoria della società civile
ripara nel ventre della città,
Cecità,egoismo, ignoranza!
i nostri giorni peccano,
grondano di civile indifferenza,
Ignoranza egoismo guardano compiaciuti
la misura dei propri orti.
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©
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
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