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Sociale 11 febbraio 2013 · lettura 3 min · 1862 letture

Alterata facoltà d'essere uomini

Emanuele Strada 143 poesie pubblicate
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Fu un giorno col pigiama a passeggio dentro un varco che mi feci proclamare l'"Evangelista Marco", mi vennero a cercare ma non vollero capire perché nudo in inverno correvo nel cortile. Qualcuno disse in giro: "Pareva stesse in posa" in mano solamente un ramo di mimosa convinto di potergli ridare il suo colore lo spinsi nella terra innaffiandolo d'amore. Davanti a chi conosce della vita solo un verso avrei così dimostrato la potenza del diverso. Ed ora, esperti di follia mi rovistano il cervello spulciando la materia in oscure conclusioni costretto a trasformarmi per volontà di altri disordinate vanno le azioni dagli scopi, che sforzo, che stanchezza sfibrarmi come spago e cedere di schianto nel baratro che sono cercare la salvezza nei chiodi fissi al vuoto identico soltanto al volo che piloto. Da chi è considerato un'errore stravagante s'esige quel silenzio di chi non è più adatto divenni ufficialmente un farmaco dipendente, in ricovero coatto; svuotato da ogni grido colmavano i pensieri d'impulso svincolare dall'abito compresso parlando dei miei sogni come fossero veri qualcuno acquisterebbe un senno e il suo complesso? Un letto, tre pastiglie, dei lacci e una puntura disegnan nei miei occhi quel filo di paura vegetativo l'uomo s'aggrappa ad ogni sguardo domanda chi ha la chiave per il suo bel letargo son diventato il treno che non vuole più binari sono natura morta negli angoli floreali. Prosciolgo la ragione da questa società m' han spezzettato l'anima limandovi il giudizio costretto già al tormento di un mondo alla deriva edifico dei muri, dei muri su misura. Riscuoto l'etichetta della marcata forzatura dimoro nei miei sogni che non sanno di recinti e rido in faccia al nulla dove splende la mia essenza dove nessuno teme un innesto di discrepanza. Che bel ragionamento eppure c'è una falla la mente è disonesta non rende indietro nulla del cuore non parliamo il mio è così strano delicato e cristallino come quelli di Murano. E dentro a queste stanze di scritte sopra ai muri c'è una parola sola gettata là per là e rende gli infermieri e i dottori un po' insicuri non so se fosse pazzo chi scriveva: Libertà! In questo meccanismo di fisiologica esclusione nella mia testa anomala non entrerete mai a volte vien da chiedersi chi è il vero strambo è chi non sa di esserlo, proprio come voi. In disordine le idee e i ruoli in questo gioco sono io o sei tu risponder conta poco.
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La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Franco Basaglia, "Che cos'é la Psichiatria",1967. O come cantava il Maestro Fabrizio De Andrè: "Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole..."

L'autore
Emanuele Strada

Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.

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Commenti (1)

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Francesco Rossi7 marzo 2013

Una sfida ai lughi comuni e alla pochezza ideale traspare in questi versi che coinvolgono altamente il lettore.