La Fotografia
Fra le pagine rimaste sepolte
tutta chiara e pulita ancora
oggi in una vecchia antologia
ho scovato la rossa fotografia.
Con calma l’ho passata in rassegna
come l’esperto attento soldato
fissa svelto il plotone schierato.
Erano lontani tempi di guerra,
davanti accucciate le ragazze
carine ma vestite disadorne,
dietro in piedi i maschi ridenti.
Sembrava di sentire cavernosa
la vocina del vecchio professore
che faceva l’appello.
Il conflitto era ormai vicino
e diventate fisse le assenze.
Si spegneva l’armonia
e nascevano beghe
politiche e lotte.
Benito il più alto e famoso
ma pur sempre prepotente borioso,
cadde in un assalto criminale.
Molti presero la strada dei monti
per timori o tentare la lotta,
altri cercarono la via nei campi,
mentre una umanità disfatta
cercava il più crudo olocausto
la scuola restò chiusa e deserta.
Ma pure anche la guerra poi finì
e l’adorata scuola ci raccolse.
Pochi eravamo e già diversi,
invecchiati e del tutto delusi.
Il segreto amore di noi maschi,
Nadia, la più bella della compagnia,
ci salutò per un americano.
Luigi, l’asso della squadra di calcio,
forte bello più allegro di tutti,
mori d’infarto prima dei vent’anni.
Molte ragazze presto sposarono.
Ottuso il tempo ci sparpagliò
per le vie della vita.
Germogliati i sogni
stavano per morire.
©
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L'autore
Mario Motton
Mario Motton, nato ad Adria, antica città romana che ha dato il nome al mare Adriatico. Vive a Verona dove ha compiuto gli studi. Lunghi anni di attività nel settore commerciale, premiato “Maestro del commercio”. Fedele amante della letteratura italiana, ha letto con passione i capolavori francesi, russi e americani. G
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