Prigioniero

Indietreggia la ragione
alla rivolta dei tuoi fianchi in movimento
lascia il fronte all’istinto
la tua bocca che si posa
sul mio volto affamato
battagliando
col margine inconscio dei desideri
sconfiggimi
sulle carnose pieghe viziate
suggerisci alle mie labbra
la parola sconcia che è dono di vita
in questo luogo
dove la mente vaneggia
e la lingua cuce anatemi silenziosi
che stridono d’un eco vermiglio
che si sparge soffocando l’aria intorno
rubami il tempo
mentre le dita dilatano la fantasia
fra gesti impazienti
gettati sul tuo corpo
come il pensiero liquido
che ti colo addosso
incatenato a te
tra ombre e respiri
©
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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nemesiel17 febbraio 2013
Poesia maschia, dove i toni della passione non vengono occultati descrivendo la realtà emozionale, naturale e umana, dell'indissolubile legame fra sentimento ed eros che compongono la complessa alchimia dell'amore.

