Ancheggia
Gianpiero De Tomi
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Ancheggia per me
solo un piccolo passaggio.
In fondo è quello che fai
cadendo dall'alto
come la benedizione
ad un libertino frate
che combatte pruriti.
Croci nude su altari
in arabescato orobico
rudimenti evangelici
aramaico e latino
maschere mostruose
in lugubri orbite.
Tutto resterà come prima
non credere alle dicerie
nulla sconvolge
solo il limite del baratro
- bugia e viltà -
richiamano attenzione.
Sibili e code suine
disperdono la nobiltà
dal pascolo sacro.
Meglio la solitudine
di un buco sporco
delusione di ieri
meglio il livido
della mano sul collo
tramonti violacei
capillari spezzati
ed il tuo corpo
che schiaccia illusioni.
Ancheggia per me
ora che hai coraggio.
Domani chissà.
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Gianpiero De Tomi
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