Sicilia
La strada procedeva
sul pendio della collina arida
dall'alto si vedeva
il letto del torrente secco.
Era iniziato tutto molto tempo prima
tra gli alberi di frutta,
quando si sentivano tra l'erba
i grilli parlanti
e non taceva il vento
percorrendo l'isola
accarezzandone le chiome e i sassi,
Erano altre primavere,
che non ci sono più,
cancellate col tempo,
dal tempo dell'ignavia
Memoria, cattiva compagnia
soccombi a nuovi miti
privi di umanità.
Correva esule
volgendo losguardo indietro
lo spirito del tempo.
Allora urlavano le tombe dei grandi,
tremava la dimora delle civiltà.
Tra le macerie e il sangue
fu poi il cammino
perché il male scorresse di nuovo
più nuovo sotterraneo e triste.
Il non senso poi inizio a salire
fino a diventare l'ultima atmosfera.
©
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
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