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Morte 18 febbraio 2013 · lettura 1 min · 3083 letture

Il canto nero delle lacrime

elena leica 324 poesie pubblicate
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Per ogni anima che al lento rumore di candela svanisce nel sempre ad occhi lucidi di preghiera suono il canto nero delle lacrime che sanno di silenzio freddo eco di cenere spogliato dal respiro che riposa nel grembo di madre terra e se domando al cielo la ragione del tempo che uccide il polso del sangue nella follia della morte nessuna risposta può guarire parole del vuoto che resta nelle note d'angoscia in un andare senza ritorno chiedo solo se li... nell'alto divino degli angeli si potesse seminare per ogni lacrima versata fiori a petali di fede per l'al di là di ogni spirito che alita radici di vita nel pianto del suo ricordo.
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...e se di questa vita resta solo un bicchiere di lacrime da inghiottire in sorsi d'angoscia ogni volta che si guarda nell'alto il giudizio celeste forse è perché ...ogni ragione vitale nel suo inizio e fine ha un senso sia quando batte il cuore sia quando il suo palpito pulsa nel petto degli angeli un contrastante quadro divino fra vita e morte appeso nel tempo di un respiro vivente anche aldilà di questo sfuggente viaggio in cui siamo semplicemente passanti e quel che resta... ci manterrà eterni nel sempre di un ricordo... (cit. aut)

L'autore
elena leica

Mi chiamo Elena Leica, sono nata in Romania il 30 novembre del 1971 e vivo in Italia da oltre dieci anni. La passione per la scrittura e per la poesia in particolare mi accompagnano da bambina, quando nel giardino di mia nonna mi rifugiavo fra le pagine del mio quadernino, viaggiando con la fantasia. Ho da poco ricomin

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Commenti (5)

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Stefano Drakul Canepa18 febbraio 2013

una morte consolata dalla fede non è mai una morte, ma una luce che oltrepassa le cose conosciute... profonda e magica... b r a v a

Elle18 febbraio 2013

una poesia che è una riflessione sulla morte... se quelle lacrime versate potessero diventare petali, se potessero ramificare vita anche nell'al di là... soprattutto per far rivivere il ricordo di ciò che si è stati, affinché la stessa vita terrena, ciò che si è fatto non sia stato vano, non sia stato solo un passaggio del quale nessuno s'è accorto...

stefano papa19 febbraio 2013

nasciamo... e non dipende da noi... moriamo e non dipene da noi... questo senso di impotenza ci accompagnerà per sempre nella nostra vita... a noi resta solo l'ipotesi... e la speranza di questa poesia è soave... dolce... emanazione dell'umana debolezza... scritta in maniera scorevole e coinvolgente... apprezzata. molto.

g
giovanni bagnariol19 febbraio 2013

Lo credo anch'io cara leica: la vita è un dono e un dato al tempo stesso che supera la morte nell'amore e nella fraterna unione delle creature... Lo credo anch'io: saremo "anime" di poeti ad esprimere a cantare per sempre le melodie dei nostri versi. Mi fermo qui: non ho parole per esprimere tutta la bellezza dei tuoi "angelici" versi. SEI GRANDE!!!!!!

Gentiana Marika19 febbraio 2013

Sublime canto al cielo, vita e morte divise da un sottile filo invisibile, ma l'anima non ha ne nascita e ne morte,è la continuità ... ed è questo che consola l'esistenza e lo scopo di questo passaggio obbligato. Molto bella, perché sono versi che guardano oltre e vedono la Luce vera con gli occhi interiori. Complimenti poetessa!