E il cane salta
Goethe annuisce stanco...
il mio stupore siede di la
ha una faccia indelebile
quasi fosse una necessita' congenita
l'aria del mattino incombe
cappa ansiogena
sulle azioni da compiere
gente frettolosa
agita manine stanche
non ha tempo per guardarsi
sottosuoli asfittici l'inghiotte...
casa mia sembra aprirsi
spalanca braccia madornali
culla i miei dolori
fatti d'abitudini
piccoli particolari
oggetti ordinari collocati
sulle vie dei colori persi...
uno specchio solo
unico appiglio con la realta' sovrastante
riflette immagini non più mie
riconosco poche parti di me
due nasi irridenti
qualche occhio di riserva
il solito sospetto
pigro
irridente
s'affaccia sulle consolari delle mie fattezze
quello son io?
Possibile abbia connotati tanto evidenti
particolari insignificanti
impercettibili sfumature
tagliano il mio volto
difficile che io mi conosca così...
torno nella stanza chiusa
m'avvolgo nella tenerezza postuma
m'inchiodo alla fessura del tempo...
il cane salta
il bus rantola
il tabaccaio ha smesso di fumare...
Goethe supplica Werther d'invecchiare...
©
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L'autore
omissam
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
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