Effimero
Daniela Pacelli
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La vedo in lontananza quella zattera
intagliata nel legno di bambù
attende
a ridosso d’un pontile
schiumata dal ribollir dell’acqua
ma non lascia scia
Vorrei addormentarmi
nel suo ventre
e lasciare alle spalle il chiasso
di chi sa solo infierire ed uccidere
con sassi di granito
come parole appuntite
e bruciate nel calore della voce
Effimera quest’esistenza
gremita di comparse
che recitano la loro parte
ogni volta che cambia il palcoscenico
dimesse e candide
mascherate dalla ferocia all’occorrenza
chi sono veramente?
sparano a zero sulla folla
sfiorando nomi dalla lista quotidiana
Non importa che siano personaggi
ombre comuni
o compagni di una strada comune
non importa
e’ lo sminuire senza riflettere
che trafigge la loro immagine
e cambia l’opinione
come scaglie di vernice
scorticate dal vecchio casolare
lasciano ora intravedere l’anima vera
che forse mai nessuno ha saggiato
effimere
come il bell’apparire del loro aureo volto
rimarranno appese al filo dell’attimo di gloria
per tornare poi a piangere in solitudine
sole nel loro bell’apparire
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