Triste attesa...
Passo lunghe giornate ad aspettare
che la tua vita possa migliorare
e come piuma svolazzante al vento
mi lascio trasportare da ogni evento...
M'aggrappo al lieve filo di speranza
E Tu Padre, al buio della stanza
fai già le tue valige per partire
là dove mai nessuno vuol finire...
Raccogli nel silenzio le tue cose
sprazzi di vita antica che scompare
e come il fiume scende verso il mare
ti avvii verso la foce: devi andare...
Inutilmente, ti vorrei fermare
per chiederti di starmi ancora accanto
ma Tu, tu non ascolti questo canto...
Forse senti nel cuor un altro cor.
Arpe, violini e voci celestiali
e melodie soavi mai sentite
se non in lontanissime altre vite
laddove non esiste più il dolor.
Immagino quell'arpa e mi ricordo
quando bambina, assieme a Te, cantavo
canzoni mai scordate , sempre amate
che mi ricorderanno il Tuo bel cuor.
Forse dovrei riprendere a cantare...
ma questa volta, per lasciarti andare
poiché ti amo più della mia vita
e la tua sofferenza è oramai infinita.
Sussurro i miei pensieri solo al vento
volendo urlar davvero il mio lamento.
Ma so che il vento presto andrà a morire
E insieme la speranza andrà a svanire.
Nel muto rivangar mi lascio andare
la musica mi viene a consolare
Sento che m'accompagni col pensiero
e ciò mi basta ad attenuare il nero...
Così scopro che mai potrò cantare
senza che Tu ti faccia ricordare...
©
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L'autore
Triste
Talvolta scrivo. Per dipanare pensieri, per ricordare, per dimenticare, per vivere...ancora.
Commenti (1)
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R
Raffaella Picotti17 marzo 2007
bellissimo canto, d'una tenerezza infinita che solo un cuore spezzato puo' cantare e questa tristezza lenta che si tramuta in note per suggellare ancora e ancora il ricordo d'un viso amato molto sentita
