"Cassandra"
Stefano Drakul Canepa
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ali distratte
sul volo d'alba ignota
negata al mare (D)
Cassandra era un respiro,
una pietra immobile che tutto amava
e soffiava luci al tramonto ignoto,
vecchie pergamene di un addio
Le antiche ruggini di temporale
e foglie ingiallite al suo percorso
di trite voglie da non dimenticare.
Cassandra era un perdono gridato
Un passato negato al suo futuro,
un respiro immacolato e strano
mai creduto fra le brume di sentiero.
Piccole follìe di nebbia ed alba
Cassandra era una melodia,
una voce sussurrata allo scuro cielo
e un nero velo portato a lutto
per tutte quelle morti già annunciate
e consacrate al tocco del suo Dio,
un nume che negava e condannava
anche l'amore non perfetto della terra
tutte le ali spezzate volate nella fretta
di un bacio mai dato al mare.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Tonia Fracella24 febbraio 2013
Una poesia soave, densa d'emozioni... Immagini curate con grande stile che affascina lo sguardo del lettore, magnifico capolavoro.

