Forse ero distratto

Ansima senza ritegno
il vociferare impostore
dei miei arti senza scopo
si avvicina impudica la mente
ai vuoti dei venti
che divorano memoria
redimo ogni singolo ricordo
di questa mia vita
trascorsa troppo in fretta
su questo letto
dalle lenzuola vuote
cambiate ogni giorno
quando scompare
l’ultima luce del mattino
come fosse neve al risveglio
lasciata a sciogliersi
sulla meraviglia di un giorno nuovo
come fosse il tuo respiro
che si perde
nell’aria mattutina
forse non lo saprai mai
quanto mi manchi
quanto vorrei esserti ancora voce
protesa verso di te
come se fosse carne
mi manchi
nell’accadere di quei rumori
dove ancor oggi io dimoro
custodendo
quel poco del tuo senso sparso
in quell’ore ormai lontane
delle quali mi mancano
dal ricordo gli ultimi minuti
forse erano quelli
in cui mi dicevi addio
ma io non ho sentito
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Turan
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
nemesiel26 febbraio 2013
Una poesia d'amore, dei tanti amori finiti che sembra partire in sordina... ma via via cresce nei versi sempre più intensi, in una nostalgia quotidiana e viva sino al finale in cui appare il rammarico amaro per non aver compreso o forse non aver voluto "ascoltare". Tutta la forza di un sentimento maschio e profondo, tenerezza e dolore senza mielose leziosità.

