Il Disertore
Corri in tuta incappucciato,
hai le immagini ancora impresse,
sporco di vernice, infreddolito,
in mano le bombolette compresse,
la notte gelata di gennaio,
sono le due sull'orologio.
Hai pensato a quello schizzo fottuto:
demoni, diamanti e teschi rosso sciagura,
250 grammi di spray tutto spremuto,
in testa una cazzata per trovare la cura,
per essere vivo anche da ribelle,
dovunque sangue e ferite sottopelle.
Pupille a destra e a sinistra,
sembri essere osservato, facile preda,
la notte bisbiglia, attorno un'aria sinistra,
battiti, pulsazioni, speri che il polso non ceda,
un animale dubbioso, in coma di giorno,
di notte, si brucia con giochi senza ritorno.
Lasci una firma anonima,
intanto tremi e non te ne accorgi,
quel treno ripartirà, l'urlo dell'anima
iniettata che con il dito porgi
infetta barlumi ai soliti viandanti,
le cui lingue corrono più dei venti.
La fama è figlia del buio,
gli scheletri spariranno dall'armadio,
ma non posso più vegliare,
siamo sorvegliati da un mondo feroce,
i volti degli eroi la città non lascia riconoscere,
corri disertore, corri veloce!
©
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