Languente
Lunabionda Valentina Di Caro
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Sotto il mantello svanì l’idea del giorno!
La cupidigia oh... che mal di vivere!
Desiderar lo spirito attraverso un corpo
Reietta la natura d’una stolta ingenua
Creatura... riponi a terre le tue ferite
le condurrò io per te alla fonte
foss’anche e solo per alleviar quel peso
sarebbe già fortuna l’esser nato
Assistere al parto di crisantemi
dalle tue labbra lucide di tulipano
A quale sventura mai ti consegnarono
le vedove iettatrici del mancato condono?
Anche gli inferni hanno oasi protette
bende per gli occhi e unguenti di miele
Riponiti con cura tra le foglie gialle
nel ventre sventurato della grande madre
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Commenti (1)
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Francesco Rossi28 febbraio 2013
La poetessa si esprime con notevole compatezza, il suo verseggiare ricalca le orme di una poetica emozionale e intensa dove incede il silenzio e sembra che lanci un suono di sale. Protesa verso l'eternità.

