Madre

Madre,
chissà quante volte avrai fissato il vuoto,
tu,
ricca solo di figli e di giorni infiniti,
da colmare non so come
e con quale forza misteriosa.
Madre,
oggi è per te questa rosa.
È per te questa prosa,
emisfero sinistro di una poesia;
questa scelta di portarti un po' via,
in un viaggio che dura un minuto:
il tempo di un dolce pensiero
che mi viene in aiuto.
Madre,
tu che mi hai cresciuto
affidandomi ad una preghiera,
è per te questa sera,
quest'alba che non vuole arrivare,
questa luce che non vuole vedere
i miei occhi colmi di attesa
per un figlio che non basta pregare
e un futuro che non serve pensare.
Madre,
rifletto il tuo esempio
e mi giro dalla parte del cuore
in attesa del sorriso
che mi porti a dormire.
©
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