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Sociale 28 febbraio 2013 · lettura 1 min · 1455 letture

Senza luce

Salvatore Testa 323 poesie pubblicate
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Prossimo il buio che or m'opprime, si veste di silenzi ed infinite distanze si chiudono. Rabbercio colori che il cielo improvvisa mentre tutto volge ad oscurar il pensiero. Smarrito mi dimeno davanti a me il nulla, annuso lo spazio e il tempo lontano. Solo onde che vagano, ed io come un volatile che ha perso la rotta piango il mio destino.
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Uno scoramento che si evince oggi in quegli anziani che dopo una vita di lavoro e sacrifici non riescono a vivere decorosamente l'ultima parte della loro vita.

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Salvatore Testa
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Commenti (4)

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Anna6228 febbraio 2013

" rabbercio i colori che il cielo improvvisa, mentre, tutto volge ad oscurare il pensiero " Ed è proprio in questa strofa che si avverte una solitudine ed uno scoramento che diventa quasi rinuncia a vivere. Sono tanti gli anziani lasciati soli a contare i giorni cbe mancano alla fine, sentita come una liberazione. L`autore ha ben saputo rendere l`idea di questo dramma umano che si consuma sotto ai nostri occhi, mentre noi, frettolosamente svolgiamo il nostro quotidiano.È UNA LIRICA da custodire come, monito, perché la vita ha per tutti un inizio ed una fine e potremmo trovarci noi nella medesima situazione di persone sole e dimenticate.

Rosita Bottigliero28 febbraio 2013

Il buio che si veste di silenzi, un dire tenerissimo ma elegante e reale... versi eleganti e ben stilati... appprezzata

maria cavallaro28 febbraio 2013

l'ultima età è un periodo caratterizzato dalla tristezza, anche quando ci sono i figli a curarci e coccolarci, quando c'è la solitudine diventa ancora più penoso. Il poeta ha colto il problema che prima o poi si pone per tutti in un alternarsi di padri e figli. Ottima lirica, scaturita da un cuore sensibile agli affetti familiari.

Giacomo Scimonelli1 marzo 2013

versi veritieri... dopo una vita di sacrifici l'ultimo tratto di vita diventa dolore e malinconia... riflessione che condivido e fanno riflettere