L'ultimo saluto
Bruno Leopardi
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Vorrei non farlo
ma, come si fa
a non darlo,
l'ultimo saluto
prima di andare...
Vorrei,
che non fosse mai accaduto,
portare indietro il tempo,
cambiare questo maledetto fato.
Invece non ci fu mai concesso
e, lo sai e lo so, alla morte vigliacca
il tributo che si paga è sempre lo stesso:
dolore e pioggia salata a rigar visi
di chi, da te si stacca.
Ora verrò a trovarti
tu, nel tuo letto
io in silenzio a salutarti
omaggiarti col mio affetto che,
lo so, è poca cosa
se penso al bene tuo per me.
Amico mio, quante cose
non ci siamo detti...
e quante volte, quante
siamo rimasti zitti
ma a me,
bastava un semplice sguardo
per dirsi un mondo intero,
e per capire il tuo riguardo
per com'ero.
Ci rivedremo giuro, ci rivedremo
in paradiso, quello dei giusti:
tu li,
e come sempre mi vorrai ospitare
a me che forse,
non merito neanche di entrare...
Fra poche ore sarai anima e polvere
accolto in cielo da un Dio che conosce te
come bimbo, poi giovane per bene
poi, padre esemplare e infine,
"filosofo", senza catene.
Però,
l'addio di oggi è solo un "ci rivediamo"
perché sai, è vero, polvere fummo
e polvere ridiventeremo,
e, da qualche parte Amico mio,
noi,
presto ci incontreremo...
Per il momento,
di te mi resta il nostro vissuto
e per il cuore mio,
questo incolmabile vuoto.
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