Son solo un precario
Saverio Chiti
2048 poesie pubblicate
+ Segui

Che ne sarà di me, di me che precario sono in questa vita
senza senso, senza alcun dono,
cammino e cammino lungo i suoi viali
alla ricerca di un lavoro, di una casa o di giusti ideali
e mi perdo, sì mi perdo ogni sera
sulle strade poco battute e nei campi o nei canali
dove l’anima non trova pace
e dove anche il pensier mio è morto, e là giace
Precario, solo un precario io sono
sempre pronto a rifar valigie, sempre a caccia di un perdono
che tarda ad arrivare, che si perde lungo il mare
dove su un barcone, or si lascia naufragare,
niente e nessuno si interessa del mio destino
perché io son transitorio anche di quello
son vita da sacrificare, tempo che non volge mai al bello
Lascio il cuor mio alla deriva, laddove si perde nella rinfusa
notte da mendicare,
a che serve ora piangere, a che serve implorare
un Creatore che neppure più conosco,
lasciò l’amor suo, nel folto del buio bosco
a cercarmi nelle ombre del domani
Non ho più voglia di lottare,
guarda, guarda bene le mie mani
son vuote come la tua memoria
son stanche d’aspettare ogni sera con paura, il fine della mia storia
Procedo ancora lungo vie, cercando quel che un dì era mio
inseguendo il nostro, il tuo Dio
che precario, a questo figlio, più nero di un candido giglio
ha chiuso la sua porta,
precario, son precario...
della mia vita, a chi importa!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi15 marzo 2013
Grandissima e tristissima realtà che la seconda repubblica ha generato con politiche speculative abbandonando l'aspetto sociale della vita collettiva e individuale. Molto pertinente.

