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Sociale 3 marzo 2013 · lettura 2 min · 3873 letture

Son solo un precario

Saverio Chiti 2048 poesie pubblicate
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Che ne sarà di me, di me che precario sono in questa vita senza senso, senza alcun dono, cammino e cammino lungo i suoi viali alla ricerca di un lavoro, di una casa o di giusti ideali e mi perdo, sì mi perdo ogni sera sulle strade poco battute e nei campi o nei canali dove l’anima non trova pace e dove anche il pensier mio è morto, e là giace Precario, solo un precario io sono sempre pronto a rifar valigie, sempre a caccia di un perdono che tarda ad arrivare, che si perde lungo il mare dove su un barcone, or si lascia naufragare, niente e nessuno si interessa del mio destino perché io son transitorio anche di quello son vita da sacrificare, tempo che non volge mai al bello Lascio il cuor mio alla deriva, laddove si perde nella rinfusa notte da mendicare, a che serve ora piangere, a che serve implorare un Creatore che neppure più conosco, lasciò l’amor suo, nel folto del buio bosco a cercarmi nelle ombre del domani Non ho più voglia di lottare, guarda, guarda bene le mie mani son vuote come la tua memoria son stanche d’aspettare ogni sera con paura, il fine della mia storia Procedo ancora lungo vie, cercando quel che un dì era mio inseguendo il nostro, il tuo Dio che precario, a questo figlio, più nero di un candido giglio ha chiuso la sua porta, precario, son precario... della mia vita, a chi importa!
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L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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Commenti (1)

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Francesco Rossi15 marzo 2013

Grandissima e tristissima realtà che la seconda repubblica ha generato con politiche speculative abbandonando l'aspetto sociale della vita collettiva e individuale. Molto pertinente.