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Cronaca 4 marzo 2013 · lettura 1 min · 3755 letture

Scarpe Rosse

Melina Licata 610 poesie pubblicate
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Rosso è il tramonto come il sangue versato in un giaciglio d'amaro dolore. Rosso il colore di corpi straziati di donne calpestati dalla furia di cuori bugiardi. Rosso come il fuoco dell'inferno che piano è sceso sulla terra invisibile ma perverso s'insinua nelle menti e non perdona. Scarpe rosse tutte in fila per ricordare un martirio. Voci che gridano all'unisono chiedono giustizia. Rosso come l'amore anelato sull'onda della quiete per dire basta all'ennesimo femminicidio perpetrato.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Le scarpette stavolta non danzano sfrenate come quelle della favola: sono ferme, vuote, sul selciato della piazza. Sono la memoria di un’assenza delle migliaia di donne uccise dalla furia omicida di uomini che hanno continuato per anni a violentarle e maltrattarle...

L'autore
Melina Licata
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Commenti (5)

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Paola Vigilante4 marzo 2013

I fatti di cronaca quando ci mettono di fronte al dramma delle donne violentate e uccise per un malato amore fan restare senza parole, sgomento, dolore, rabbia, un'infinità di sentimenti non riescono a trovare una via d’uscita, una risoluzione a questa enorme piaga che lascia sbigottiti ed increduli. Come può l’uomo arrivare ad essere così feroce e disumano, perdendo ogni logica e raziocinio? Le risposte possono essere tante ma qualunque di essa sia non vi è spiegazione a consolare le vittime e chi vicino ne vive la perdita. “Voci che gridano all’unisono chiedono giustizia”, in questi versi vi è la risposta. Solidarietà e coraggio anche di denunciare, sensibilizzazione potrebbero essere i primi passi verso la risoluzione. Molto toccante.

Versi di alta e forte indignazione contro l’assurda ed abominevole violenza perpetrata sulle donne a volte, addirittura, in nome di una malintesa concezione dell’amore! Leggendo questi bellissimi versi con la mia memoria sono riandato al sublime monologo di Luciana Littizzetto su questo delicato argomento recitato al Festival di San Remo! Due interventi, ognuno nel suo campo, di altissimo valore!

Sara Acireale5 marzo 2013

Un'indignazione giusta, sacrosanta questa della Poetessa... Ecco, davanti agli occhi l'ennesimo fatto di cronaca, l'ennesimo femminicidio... Io mi chiedo: Perché? Perché tanta assurda violenza? Cosa scatta nella mente di un uomo per arrivare a uccidere una persona che lui ha sempre affermato di amare? A questi interrogativi non riesco a darmi una risposta... Forse il problema è da ricercare in una cultura atavica, maschilista... LA donna è cambiata, è diventata più decisa, determinata, non più incline a sopportare i soprusi di un maschio prepotente... Questo cambiamento non viene "accettato" da diversi "uomini"...Forse uno dei motivi è questo...È un fenomeno che dovrebbe essere arginato anche con pene severe verso queste "belve umane" .

Versi intensi e profondamente amari come i fatti realmente accaduti. Non si può rimanere indifferenti. A volte mi chiedo dov'è la falla nel crescere queste serpi in seno... come può un individuo arrivare ad essere carnefice della persona che sceglie come propria compagna di vita della propria madre, della propria figlia? Indubiamente c'è qualcosa che non va... Si da sempre colpa a qualcosa, ma non si può assistere ancora a questi omicidi... La donna è l'essenza della vita per la vita e come tale va rispettata e tutelata... Poesia di notevole spessore!!

Lilly C Arcudi8 marzo 2013

La donna è l'essenza dell'amore ed è proprio la carenza d'amore nella nostra società a rendere ciechi. Intensi versi che urlano la voce del cambiamento e denotano la grande sensibilità dell'autrice nei confronti di questo dramma atroce che dilania e devasta l'esistenza. Molto sentita ed apprezzata.