Déchéances
Sandrine Novelli
175 poesie pubblicate
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Come ladra furtiva
dai perduti gesti,
tu, coperta di stracci
legati a guisa
di mantello
infame olezzo
immemore
dell'antico orgoglio
pencoli trascinando
invisibile i tuoi passi
fra ripetuti giorni
ed innominate notti
di freddo e fame.
Stridente al vivere
è il tuo dissacrante
ebbro bestemmiare
che discosta da te
l'altrui passo.
Incontrai di te
oramai
solo l'ombra
della tua antica
fulgida beltà.
Per un solo istante
atterrita
in te mi specchiai.
Dimmi...
fosti tu mai donna,
madre o figlia,
amata o amante?
Il tuo sdentato ghigno
ti conta
seppur tu taccia.
Ridendo
rotoli fra i cartoni
del tuo presunto castello
ove regni
perduta nelle trine
immemori
di una sera in festa per te
ove fosti,
non par vero,
lieta fanciulla.
Or sei lì,
gettata via,
come inutile cosa.
©
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L'autore
Sandrine Novelli
Commenti (1)
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rita damonte5 marzo 2013
è vero... quante di queste persone... basta guardarsi attorno, fra angoli di strade, stazioni e posti sfavorevoli ed indegni. tanti si ritrovano così... dopo situazioni drammatiche, fallimenti lavorativi, crisi sentimentali, depressioni attroci... e si lasciano abbandonare alla vita. Altri scelgono proprio di loro spontanea volontà questo tipo di sopravvivenza rifiutando ogni qual si voglia piccolo aiuto anche solo morale.

