Donna (1908: otto marzo a Manhattan...)
Bruno Leopardi
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Donna d'amare, sempre
non solo l'otto marzo,
sempre...
Tu, della vita essenza
e punto fermo,
nelle inquietudini dell'esistenza.
Viso dolce d’amare
e gli occhi tuoi,
luce di luminose stelle per il cuore.
Per te scoprirò nuovi orizzonti
dai, con la mente inizia a immaginare:
vallate, prati infiniti, laghi, monti
e distese immense di smeraldo mare.
E poi,
ti porterò, lontano dalle case
dove il colore è il rosso delle rose,
dove l’alba caccerà via la sera
e tutto intorno esploderà primavera.
Per te che sei,
rivoluzione della mia esistenza,
e risposta ad ogni mia domanda,
del battito del cuore mio, cadenza
e sole caldo che dentro ti riscalda.
D'esser cercherò,
desiderio tuo di mille tenerezze,
dottore che guarisce la tua malattia,
chi troverai, quando chiedi carezze
e il faro che fa luce per illuminar la via.
E ancora se vorrai,
compagno d’amare
in notti di passione travolgenti e ardite,
laddove ai nostri corpi, chiederemo di osare
e poi,
di mille sogni intrecciare noi, le nostre vite.
Domani,
ancora oltre
e sempre
sarà con te festa
di rispetto e amore profondo,
oggi no, non posso festeggiarlo
perché
qui nella mia testa
il ricordo di allora è come un tarlo.
Oggi, per me ha un altro senso
ed io, è a questo che penso...
Penso a quelle bambine
tenere donne, dalle piccole ali
che non hanno mai volato,
con occhi tutti tristi e uguali,
consumati, tra filo ed ago.
Oggi otto marzo
pensando a loro,
non festeggio,
prego.
Donna d'amare, sempre
non solo l'otto marzo,
sempre...
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