Sono venuto per la vecchia strada
Sono venuto per la vecchia strada
verso i campi, lungo i fianchi della collina
e i filari di vigna, per rivedervi uno ad uno,
inviolabili qui nei nostri vent'anni,
a quest'erte d'erbe e sassi che arrampicavamo
liberi e sfrontati alla superbia del sole,
ma così fragili nella verde sera dell'estate
dentro i fruscii e i gemiti dolci di giovani
donne.
Ora la terra, l'erba...
tutti avranno le stesse stagioni,
e cercheranno una risposta anch'essi,
facendo rivivere la strada,
silenziosi delle nostre notti,
camminando poi a passi vecchi e lenti,
cercando una risposta all'illusione
dei vent'anni.
Ma dove saliremo il declivio d'un colle,
dove pur nel buio terremo accesa
una lanterna nella notte, e pur dileguando
termineremo in un prato pur sempre verde,
farà giorno ancora dopo quei vent'anni,
e ci ricorderà col sorriso, come nuova
e bella, pur mentendo, l'illusione.
©
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (1)
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Anna Maria Scamarda6 marzo 2013
Versi evocativi, dolcemente melanconici. Molto significative le metafore che evidenziano le profonde riflessioni del poeta. Molto apprezzati.
