Il canto dell'Anima
antonio alberto fiorino
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Langue inerte la goccia
che ha fatto traboccare
-i miei sentimenti-
Non li ricordo più
disseminati al morbo
amore disprezzando
Non più mi conosco
solo calori inferiori
senza più il sogno
Ma il vento soffia
si accorge qui ancora
che da sogni trae amore
Reagirò nell’anima
solo i sogni possono
in verità abbracciare
-l’immortalità-
Perciò in sogno m’avvio
a raggiunger le mie
pene smarrite
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L'autore
antonio alberto fiorino
Nasco a Maruggio(TA) il 6 novembre 1956. Mio padre, per molti aspetti unico mio punto di riferimento muore prematuramente quando avevo 13 anni. Dopo il trasferimento a Taranto e varie vicissitudini e sofferenze sia affettive che familiari, mi arruolo nella Marina Militare. Compio una lunga carriera da Ufficiale sia a b
Commenti (2)
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Alberto De Matteis6 marzo 2013
Una introspezione sentita e profonda. Molto piaciuta la quinta strofa, dove l'Autore dice che solo i sogni possono abbracciare l'immortalità.
Berta Biagini7 marzo 2013
Si sente fra le righe il volatilizzarsi del tempo che passa, una riflessione che fa male, ma allo stesso tempo si riesce a percepire quella ferrea volontà di non lasciarsi sopraffare. Esempio da imitare.


