Cielo
Il cielo è coperto di nubi, raggi di sole improvvisamente si stagliano qua e là.
Mi raggiungono in pieno volto, non c'è vento e la sensazione di quei raggi sul mio
viso è tale da far pensare al Divino.
Nella beatitudine, la presenza del Divino è più che mai.
Ma cosa è la beatitudine, la gioia, la felicità?
Se ti chiedo cos'è la felicità, non sai rispondermi subito, ci devi pensare.
Sai cos'è, ma non sai veramente come indicarla, non sai rispondere come vorresti.
La felicità sai che c'è, ma non dov'è, ecco perché la cerchi, la felicità più la cerchi
più ti sfugge.
Non si tratta di ricerca, non ti puoi allontanare o avvicinare, il fatto è che ti sfugge.
Vorresti avvicinarti o allontanarti da Dio, è impossibile,
nemmeno chi Lo ricerca gli è più vicino di chi Lo vuole evitare.
La distanza rimane la stessa.... solo Lo si sfugge.
Puoi correre verso occidente per allontanarti dall'oriente, ma non serve, l'oriente è
sempre lì, ti devi solo voltare, è sempre stato lì.
La felicità, la puoi cercare e rincorrere in ogni dove,
ma poi accade che ti fermi e tutto d'un tratto, in una assurda risata, in essa ti perdi.
La felicità non era altrove, era sempre stata lì, stranamente perfino nell'assurdo.
Altre nubi si sono unite alle nubi, ed il sole ora non si vede,
ma non toglie il fatto che sia sempre lì.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
A
Almina20 marzo 2007
Sono dello stesso parere di Lorenzo. Ci verrebbe fuori una meravigliosa poesia. Ti offendi se ti dico di mozzare le frasi senza descrivere tutto e lasciare al tuo e pensiero la deduzione di quello che dici? Tiziano... è bellissimo questo tuo scritto.
Cristina Khay20 marzo 2007
Ti consiglio di mettere questi tuoi bei pensieri così come sono nel blog... se invece ne vuoi fare una poesia... concentra il concetto, costruisci i versi... lascia l’immaginazione spaziare e regala il beneficio del dubbio al lettore... insomma... devi lavorare un po’...
