La nera

Scricchiolano le sue ossa
mentre raccoglie ciò che le è dovuto,
non scava nemmeno una fossa
cosi può veder chi non ha ancora pagato.
Raduna in fila indiana
gli spiriti increduli e ancora sconvolti
e calcola con la sua meridiana
il noleggio dovuto per l'uso dei corpi.
Sorvola con nudità oscene
i confini dell'agone e i macrabi fumi
calpesta le ormai vuote vene
abbandonate dal sangue che ora scorre nei fiumi.
Nitriscono gli esausti destrieri
e zoccolando la terra sbavan sul morso,
cigolando, gli ammaccati cimieri,
par di un ultimo rantolo ripetere il verso.
Poi placida la nera si siede
tamburellando sui teschi con una tibia
e riaspetta, visto che l'uomo provvede,
cosi come la spiaggia riaspetta la sabbia.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!