T’aspetto... m’aspetti mamma

Se penso che mai più potrò vederti
un nodo in gola soffoca il mio pianto
e ciò che di te resta non mi basta.
Quanti pensieri in mente quante frasi
mai pronunciate m’abitano il cuore.
Perdono mamma per l’ assurda rabbia
che attanagliava il senso alla ragione.
Lo so che è tardi e fermamente spero
nella misericordia di quel Dio che salva
i figli suoi senza riserva alcuna.
Solo quel giorno io vivrò di nuovo,
ricoprirò il tuo luminoso volto
di baci a mille e di carezze lievi.
T’aspetto mamma... L’insensato dire...
Sei tu che aspetti me nel mondo vero.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!