Sola vado

Un addio triste senza pietà
tanto dolore
per il mio cuore.
Troppo forte
l'orgoglio
per pregarti
in ginocchio,
solo rimpianto.
Desiderio ho di te,
del tuo calore,
i tuoi baci sapienti e respirarti,
ancora, ancora.
Le tue mani sulla mia pelle,
neanche un refolo
lasciavi,
mentre lontano,
violini e arpe
musiche struggenti,
suonavano.
Sanguinano ricordi
gonfi gli occhi di pianto,
disperato.
Su nel cielo
guardo,
aiuto chiedo
per quel miracolo
perduto.
©
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L'autore
Agnese Giallongo
Giallongo Francesca Agnese è nata a Milano, è vissuta in collegio frequentando fino alla 5 elementare. All'età di 16 anni si trasferisce in Germania dove lavora si sposa, ha 3 figli ed è nonna di 5 nipotini. Da 12 anni si è trasferita in Sicilia in una località sul mare e lì è nato il suo amore per la natura .
Commenti (1)
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Francesco Rossi17 marzo 2013
Quando un amore finisce viene verseggiato dalla poetessa in modo volutamente melanconico e dai suoi versi ecco che l'orrizzonte lontano basso traspare al timido sole, tra quella che è la nostra sensazione interiore come una fumigante, tenue nebbia.
