Esistenza proteiforme
Massimiliano Moresco
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Tradisco l'opulente catino
dissodando terre prosciugate
ora, m'arresto innanzi al cielo
sconvolto dal sublime inalo
ospitate sensazioni mortificate,
un congedo da cangianti parti assegnate.
Nella sozzura dei miasmi umani
scosto l'inafferrabile crepa
che crepa terra in un tremor di folgore
si nasconde là, narciso, reciso, sorriso
inciso, in involuta corazza
...e si intravede il mare.
Nella proteiforme naturalità
si colorano immagini raggrumate
i nervi scolpiscono la carne,
ostentando l'ossimoro incallito
sedanti contriti corpi al macello;
le spezzettate sfaccettature
mostrano l'insensibile ostracismo
di oziosi e zanzarosi dazi.
La pesantezza delle immagini
affiora inesorabile ed esondante
così lontana, distante, scostante
si situa ove l'anima è intermedia
tra il noumeno e l'arcobaleno
tra l'ascendente e il discendente.
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L'autore
Massimiliano Moresco
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (1)
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EnzoL10 marzo 2013
la cosa che più mi colpisce di questo narrato è il senso assoluto di equilibrio precario (sopratutto in chiusa) il senso di 'bilico' tra eterno e terreno che in ogni fibra si nasconde nella nosta carne. Il cielo e sempiterno guscio d'infinito dove spesso la nostra 'mortalità' sembra fuori posto non adatta - nelle mie corde sicuro! ottimamente scritta

