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Sociale 9 marzo 2013 · lettura 2 min · 1034 letture

L'impagliatrice di sedie

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Serenè 35 poesie pubblicate
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Quando la luce bussa agli scurini, lasci le calde coltri, infili le pantofole. Una fila di nude sedie di noce, attendon tutte un abito di paglia. In perenne sfida con Atena: prepari attenta la tua tessitura, molte strisce, componi di sei fili. Predisponi l'ordito, afferri e spingi con dita forti. Fulve foglie d'autunno: le tue piccole, celeri mani. Annodi, introduci le strisce della trama, nelle fessure: sopra e sotto, sotto e sopra. Finché tutti gli spazi sian riempiti. Il latte sul fuoco bolle. Il pane ad arrostire sulla grata. Profumi semplici, di cibi e paglia, aleggiano in cucina. Un tintinnio di cucchiai accompagna, un suono di voci cristalline. La porta sbatte. Il silenzio torna. E tu torni ad impagliare le tue sedie. Dalle piccole, forti mani, scacchiere di paglia prendon forma, -Chissà chi riposerà su queste sedie- ti chiedi. Scorgi volti, immagini sederi. E voli... -No, grazie, basta poco,- dice la contessa rivolta al cameriere. Una tovaglia di bisso ricamata, stoviglie di ceramica di Sevres, d'argento le posate. Pietanze prelibate sulla mensa. Profumi leggeri si spandono nell'aria. Commensali importanti. -Sedili rustici,? Fanno tendenza!- Precisa la contessa. L'acqua per la pasta bolle, l'aglio sfrigola nell'olio. L'odore intenso, risucchia quello della paglia. -E' pronto? -Ancora un attimo- -Si mangia! - Poche le sedie ancora nude. Prima di cena saran vestite tutte.
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L'autore
Serenè

Mi chiamo Serenella Menichetti, in questo sito scrivo con lo pseudonimo di Diliana. Sono nata a Cascina (PISA) il 17/02/1950. Ho cominciato ad entrare in contatto con la poesia, molto presto. Racconta mia madre, che riuscivo ad addormentarmi, solamente se qualcuno declamava una poesia. Ho cominciato a scrivere se

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