Profondo
Alboraletti Enrica
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Se
di vecchia falce ho tagliato il mio grano
or
di si arida zolla muovo la terra
Cocci sassi
duri cristalli di roccia
vincono il matido sudore d'arrugginita zappa
E se pur forte il volere
appassite forze preludono d'amaro
il solingo raccolto
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
Commenti (1)
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Francesco Rossi20 marzo 2013
si affaccia nell'interiorita' e un tumulto di emozioni danno ordine al pensiero.

