Stuprando la forma di ogni finita sostanza
Gemono le radici dell'albero che muore
senza far rumore nel segreto della terra
quando è infinito l'attimo nel dirsi amore
contorgersi in solitudine quando più non ci appartiene
è la risposta occulta che secca il sangue nelle vene
in caduta libera,
nudo come il tempo dell'amore, è il vento
che arruffa ragnatele di pensieri: le fa cantare
le notti
cento, mille notti, trascorse ingenue
a sognare la luna
domani sarò la luna
bianca
scesa in punta di piedi ad accennare
un passo di danza
sulla neve australe del deserto di Atacama
pungendo le dita per toccare le candele amorfe dei Saguri
a cancellare il rosso della sabbia
e ogni noi,
sappilo
di ogni noi dirà l'infinito duttile al vento
che dalla Croce del Sud continua in caduta libera d'argento
sull'aridità delle mani a fluire
sul torpore di rosa schiuso sui seni s'affanna
stuprando la forma di ogni finita sostanza.
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
Commenti (1)
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elena rapisa25 marzo 2013
Farsi luna per amare ancor di più nell'invitarla al desco del vento con un pensiero d'amore per ciò che si stringe un attimo fra le mani. Poesia e nulla più o meglio tutto.

