Campanile
Come faro che guidava
il nocchiero salvo in porto,
nella nebbia Polesana,
dolce suono di campana
il cammino indicava.
Quando il sole risplendeva,
da lontano si vedeva:
era guida pe'l tuo andare,
per raggiunger il casolare.
Eran voci di preghiera
al mattino e pur la sera;
più gradito era l'ascolto
quando invitavan al desco.
Se suonava lenta lenta,
la più piccola, capivi
che una vita s'era spenta;
se leggero 'l suon s'espande,
sai che festa sarà grande.
Non ci son più campanari
a tirar le lunghe funi,
a far si che giungan suoni
che, ricordo, tanto cari.
Ora c'è chi si lamenta;
che si sente disturbato
da quel suon che tant'ho amato.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!