Non esserci... mai
Trattenersi il respiro
nel petto
riempire
e riempire
formare una palla di vapore
e sentirla pressare
battendo come un pugno nervoso
su una porta di legno wenghé.
E sentire scorrere duro
come fili di ferro ghiacciato
un sangue marrone
e sfumature di rosso.
Dalle tempie alla mascella
come voler dirigere un campo di sterminio
tra
le cose pensate
e le cose taciute.
Travolgere in granelli di calcare
denti sbiaditi dal tempo
e dall'amore usurato.
Dita infreddolite
sbattute su tastiera
inferocite ed avvilite.
E' la rabbia ovattata
da un silenzio
nemico
e da un'insoddisfatta
rassegnazione di stare
anziché esserci.
©
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Commenti (1)
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rita damonte14 marzo 2013
poesia che trasmette tensione, ansia per le cose che nella quotidianità non vanno al giusto verso. meglio calmarsi, riflettere e lasciar passare la burrasca. poi tutto tornerà sereno o quantomeno affrontabile in senso coerente. la calma è la virtù dei forti. perlomeno... così dicono.
