L’uomo mio
lucia curiale
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Respira dal mio fiato
cammina nei miei passi...
Cieco il suo azzurro
si apre sui miei occhi...
E beve dal mio pianto.
Nel petto mio
il cuore suo batte
extrasistoliche mie necessità amorose
son il ritmo del suo sangue.
Ed abbagliante è il bianco del suo riso
quando si apre all’orizzonte
quando dichiara amore muto
s’illumina il suo viso...
I miei pensieri srotola sul mondo
le sue pene e angosce rovescia nel profondo.
Ed io lo nutro e poi guarisco
dal male oscuro
a volte da me stessa
a volte, ape regina, lo ferisco...
La sera si addormenta sul mio seno
ed io
come araba fenice
dalle rovine della vita il nostro sogno ricostruisco...
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L'autore
lucia curiale
Nata in Puglia, Foggia, il 3 dicembre 1968. La poesia è come un'aria che muove e smuove. "E' la sorpresa, la meraviglia di un qualcosa che accade o è già accaduto ma ci appare comunque nuovo e necessita di chiarimento." (cit) La poesia è anche fiato, respiro, vita... E come tale è per tutti, è di tutti. La poesi
Commenti (2)
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Caterina Tagliani15 marzo 2013
Semplicemente stupenda... un canto d'amore che si legge d'un fiato... ed io lo nutro... molto bella anche la similitudine dell'ape regina e della fenice che continuamente risorge... Complimenti davvero
Francesco Rossi1 aprile 2013
Ricca di riferimenti simbolici è un piacere leggerla con l'intensità quasi lineare che l'autrice ha impresso ai versi.


